Amica.

23 giugno 2017 § Lascia un commento

Quella mia amica.

Si fa travolgere da qualsiasi cosa, con emotività. Quando non trova le parole, mima e genera suoni.

Ha passato l’adolescenza a mescolare tinture semipermanenti ordinate su Ebay. Lei conosceva tutti. Aveva salvato nella rubrica tutti i numeri delle cabine telefoniche del nostro paese.

Aveva il permesso di fumare le marlboro light in casa, davanti alla madre. Poteva dormire ovunque, e noi non capivamo perché le nostre madri non avessero tutta quella fiducia nei nostri confronti.

Si vestiva come una punk ma apprezzava anche lo stile dark, indossando le cult in pieno agosto.

Aveva una cassettiera solo per i collant rotti e colorati.

Per le sue gambe chilometriche.

Crescendo ha iniziato a variegare il suo abbigliamento indossando cose più femminili e da adulta, il risultato mi ricordava una versione ventenne di Maurisa Laurito. E non so bene perché. Il suo temperamento forte e drammatico l’ha sempre portata a fare tutto, ma con un pizzico di insofferenza. Dopo l’adolescenza passata a spruzzarsi le acque profumate di Alyssa Ashley al muschio bianco, adesso è passata ad Angel.

E quando entra in una stanza è tutto un vortice di zucchero filato che ti entra nelle narici come se avessi tirato speed tutta la notte dentro il bagno di una discoteca.

 

 

Ich komme gleich wieder

13 maggio 2017 § Lascia un commento

Ogni giorno prendo due metro per andare a lavoro: U3 Nollendorfplatz, U2 Pankow.

Dopo Nollendorfplatz, si apre la strada e il cielo.

Io sto sempre nel primo vagone perché mi porta vicino all’uscita verso Leipziger Straße, che è la via del mio ufficio.

Quando esco dalla metro di Potsdamer Platz, vedo il cielo espandersi in cima alle scale.

Alle mie spalle il Sony Center, di fronte a me il Bundesrat nella Herrenhaus prussiana.

Il palazzo dove lavoro è affianco ad un grande centro commerciale, ogni tanto organizzano eventi dozzinali con teenagers che urlano.

Arrivata a lavoro vado in una delle cucine a farmi un caffè, riempo la bottiglia di acqua dalla macchina che filtra l’acqua del rubinetto, attacco il badge alla maglietta, segno la pausa pranzo negli slot attaccati alla porta della dispensa dove conserviamo la cancelleria, mi siedo alla mia scrivania e accendo il mio pc.

Ho ascoltato l’ultimo degli Oxbow mentre rispondevo ai commenti delle persone che passano la loro esistenza a scrivere assurdità in una pagina aziendale.

Prendo dei soldi per scrivere cose tutto il giorno.

 

E come gli adulti devo organizzarmi le vacanze in anticipo, prenotare aerei, case, treni, vedere gli amici, vedere i parenti, fare la spesa durante la settimana, chiedere di fare gli straordinari, pagare le tasse, fare la dichiarazione dei redditi, buttare la spazzatura, ricordarmi di ritirare i pacchi al post office, ricordarmi di sloggarmi dalla pausa pranzo, ricordarmi il pranzo per il giorno dopo, il passaporto da rinnovare, l’iphone scarico, i capelli da tagliare, le lampadine fulminate che devo cambiare, la lavastoviglie da svuotare, l’acqua micellare finita, la visita dall’oculista, le lenti a contatto scadute, l’assicurazione sanitaria.

Questo mese vado a vedere Iosonouncane che non vedo da secoli.

Non avrei mai pensato di vederlo al Berghain.

Oggi ho preso la metro e guardando il mio riflesso nello specchio ho pensato:

Teenage riot in a public station

Gonna fight and tear it up in a hypernation for you.

København.

13 maggio 2017 § Lascia un commento

Ad Aprile sono stata a Copenaghen che si scrive København.

Ho passeggiato da sola per 5 giorni, guardando le case e fumando sigarette costose.

Un giorno ho preso il treno che passa sul mare, nel ponte di Øresund, fino a Malmö.

A Copenaghen ho conosciuto un giornalista cinese che parlava molto bene il tedesco.

Era felice di poter parlare in tedesco con me.

Mi ha chiesto cosa ne penso del movimento cinque stelle.

Mi ha chiesto cosa ne penso dell’immigrazione.

Mi ha chiesto cosa ne penso dell’Italia da persona che vive all’estero.

Mi ha chiesto un sacco di cose e mi ha offerto dell’uva che veniva dall’India.

Abbiamo passato una mattinata assieme, camminando per il centro.

Ha una problema alla gamba e ha bisogno di fermarsi spesso per riposarsi.

Vive a Madrid e scrive per un giornale cinese.

Lavorava per la Rolex ma non aveva connessione dati nel cellulare.

Ho recentemente scoperto un suo affiatamento nei confronti di Marine Le Pen.

L’ho lasciato davanti ad un ristorante cinese vicino a København H.

12 luglio 2016 § 1 Commento

Quando collidono due buchi neri il loro eco perdura milioni di anni. Valanghe di neutrini attraversano tutto l’universo e oltrepassano la tua faccia.

 

 

L’uomo più lontano del mondo si chiama Clyde e ha scoperto Plutone nel 1930. Ora fluttua nella cintura di Kuiper. Se ci penso mi fa commuovere.

Als ich sechs Jahre alt war, wollte ich nach dem Weltraum fahren.

11 luglio 2016 § Lascia un commento

In diese Traum habe ich mich über alles beschwert, aber hier kann niemand eine Sprache sprechen. Ich hoffe, dass es im Meer nicht auch noch Haie gibt.

17 aprile 2016 § Lascia un commento

Meeresgrund
Zwischen Nanga Parbat, K2 und Everest,
das Dach der Welt dort geb’ ich dir ein Fest
Wo nichts mehr mir die Sicht verstellt
Wenn du kommst, seh’ ich dich kommen schon vom Rand
der Welt
Es gibt nichts Interessantes hier
Die Ruinen von Atlantis nur
Aber keine Spur von dir
Ich glaub’ du kommst nicht mehr

wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich weck’ dich nicht
Bevor du noch von selbst erwachst

Über’s Eis in Richtung Nordpol dort wird’ ich dich erwarten
Werde an der Achse steh’n
Aus Feuerland in harter Traumarbeit zum Pol
wird alles dort sich nur um uns noch dreh’n
Der Polarstern direkt über mir
Dies ist der Pol ich warte hier
Nur dich kann ich weit und breit noch nirgends kommen seh’n

Ich wart’ am falschen Pol

Wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich finde dich
Bevor du noch von selbst erwachst

bitte, bitte weck’ mich nicht
solang ich träum’ nur gibt es dich…

Wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich weck’ dich nicht
Bevor du noch von selbst erwachst

Lass’ mich schlafend heuern auf ein Schiff
Kurs: Eldorado, Punt das ist dein Heimatort
Warte an der Küste such’ am Horizont
bis endlich ich sehe deine Segel dort
Doch der Käpt’n ist betrunken
und meistens unter Deck
Ich kann im Traum das Schiff nicht steuern
eine Klippe schlägt es Leck
Im Nordmeer ist es dann gesunken
Ein Eisberg treibt mich weg

Ich glaub’ ich werde lange warten
Punt bleibt unentdeckt

Wir haben uns im Traum verpasst

Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich weck’ dich nicht
Bevor du noch von selbst erwachst
Du träumst mich ich dich
Keine Angst ich finde dich
Am Halbschlafittchen pack’ ich dich
und ziehe dich zu mir
Denn du träumst mich, ich dich
ich träum dich, du mich
Wir träumen uns beide wach

Il terzo mondo delle emo

11 aprile 2016 § 1 Commento

imageÈ il terzo mondo delle emozioni