31 maggio 2011 § Lascia un commento

Devo ancora cantarti quella canzone

 

 

 

 

 

 

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Ritagli

31 maggio 2011 § Lascia un commento

Solo un giorno a caso riesci a renderti conto

Quel giorno magari ti svegli con la luna storta, o forse con un sorriso, ma di sicuro a quel giorno tu non sarai preparato minimamente, o perlomeno, dovrai tirar fuori tutto quello che avevi messo da parte, tutto quello che hai sempre chiuso in una scatola sbirciata di nascosto in soffitta.

Quando apri quella scatola rimani seduto a terra a rovistare il contenuto, stai ore ed ore a fissare pezzi di vita. Assembli qualche ritaglio, lo mangi, prendi un fiore, lo trapianti in un vaso e lo metti sul davanzale. Il fiore sul davanzale è tremendamente triste, lo porti dove potrà esibire tutta la sua bellezza tra altri fiori, anche se era bello ugualmente in quel davanzale, puntato verso l’orizzonte, quasi lungimirante.

Ma si sa che un fiore in un vaso è limitato, è giusto vederlo sbocciare tra altri fiori, e da lontano apprezzarne la vivacità dei colori. I fiori non sono insani come dicono i Verdena, i fiori semplicemente sbocciano e/o appassiscono. Un fiore appassito intenerisce, ma non potrà essere nient’altro che un cumulo di flora croccante alla fine di questo processo. Mi hanno fatto diventare dipendente di cose veramente piccole, solo perchè contenenti un’anima affine alla mia forse, gli oggetti mi commuovono, mi commuovono terribilmente.

Io credo nei pezzi di carta, nelle luci, nelle lenzuola sgualcite, negli sguardi a testa in giù, nei capelli arruffati

Credo nella gente da lontano, credo di poter credere così adesso, da un’altra angolazione, un pò sbilenca.. Un pò attraverso un vetro appannato dove si disegnano variabili e soli. Credo nella quotidianità, nell’ovvietà, nello spazio a 10 cm dal mio corpo. Credo in un organo che ogni tanto prende ed esce a farsi un giro e poi ritorna, credo nel buco nero che ora indosso all’altezza del petto, che ha mangiato prerogative; i buchi neri sono infiniti, se posso scrivere qualcosa a riguardo potrò esserlo anche io. Dovevo aspettarmelo, e invece no, è successo un giorno per caso

Mentre sfogli i ritagli cerchi colla per attaccarli addosso, ma si staccano sistematicamente finchè non rimani completamente nudo, inerte, paralizzato.

Ti dispiace restare nudo, ti dispiace che la colla non abbia fatto presa, ti dispiace che quei ritagli siano volati fuori dalla finestra insieme ai fiori, ti dispiace non avere più carta e vasi per trapiantare, ti dispiace avere delle canzoni da non ascoltare, ti dispiace l’inerzia nel farlo. Avere delle parole

Trovarle dentro una busta, costruire un aeroplano e farlo volare

Cambia la dinamica, le tempistiche, il cielo all’imbrunirsi

 

Guardo fuori, un timido saluto con la mano

 

Buonanotte Lurido.

 

primo

27 maggio 2011 § Lascia un commento

Stamattina mi sono svegliata, ho sentito due mani attorno al collo. Stamattina mi sono svegliata e quelle mani erano cose dimenticate su per la faringe. Stamattina mi sono svegliata e quelle cose dimenticate erano frasi non pronunciate.

Non capisco perchè la mattina funziona così male, di notte penso alle cose in modo più semplice e tranquillo.. Ma no, non è perchè magari dormo. La mattina io vorrei nuotare veloce tra le lenzuola. Queste lenzuola le odio, odio anche quel dentifricio verde che ho in bagno, ieri ho odiato l’origano.

Odio le reminiscenze, le cose che ricordano altre cose.

Vorrei che tutto fosse più primordiale, vorrei che tutto utureiysdfb<k

(…)

27 maggio 2011 § Lascia un commento

Quando sono una manciata di parole a cambiare il verso di una giornata appena iniziata

Io odio le parole: odio doverle usare, odio sentirle.

Il momento della constatazione, atto 1

27 maggio 2011 § Lascia un commento

Gente simpatica.

Il momento si è fatto poetico.

26 maggio 2011 § Lascia un commento

– Se è vero amore, dimmi quant’è grande.

– L’amore che si può quantificare
è da elemosinanti.

– I confini entro i quali essere amata
voglio fissarli io.

– Allora occorrerà che tu ti trovi
un nuovo cielo ed una nuova terra.

Fluxus

26 maggio 2011 § Lascia un commento

Ci sono quelle frasi lì, quelle che fanno intendere una strada più lunga

Poi ci sono quelle cose dette che non pensavi che avessero una certa risonanza, e non sono nemmeno così brava a mantenere una faccia statica senza linee di espressione. In questo mi frego molto spesso, posso raccontare un milione di stupidaggini ma non riesco a mentire con il viso. Questo è bene/male.

Oh!

Poicisonomillecosemistounpòperdendoperchèognigiornoaprolafinestraebooml’ariamispaccalafaccia.

Anche se non sanguino, perdo flussi di sintassi. Dovrei starmene sdraiata sull’erba a fare bolle. Qua mi si offre un LIUC ma non mi va tanto, finisco di incentivarmi un cancro e vado a farmi mangiare il cervello per due ore

Si vedrà

Oppure mi cavo gli occhi.

Dove sono?

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