Riflessione # 9

29 agosto 2013 § Lascia un commento

Ho passato lì due anni della mia vita a correggermi i pensieri ed ora è diventato un negozio di abiti da cerimonia.

 

Mi fa riflettere su cose grandi come il mondo.

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10 agosto 2013 § Lascia un commento

Pensavo: scrivo un post o mi lavo i capelli.

 

MI lavo i capelli.

Fermento multiculturale.

3 agosto 2013 § Lascia un commento

Eccomi qui a parlare dell’estate, del ritrovare gli amici in SEDE e della noia afosa stando seduti in un bar a guardarsi i piedi dondolanti.

Sono giorni difficili e siamo tutti troppo concentrati a calcolare il caldo sulle mani sudatine e l’ascella pezzata. E allora cosa c’è di meglio dei nuovi incontri e di uno scambio culturale con un altro paese europeo? Bene, tutto è iniziato pochi giorni fa’ ed il giorno giuro che non ho aperto bocca, ergo non è colpa mia.

Ma una serie di circostanze ha reso possibile questo scambio di tempo con estranei, lasciandomi ogni giorno in un vortice di perplessità poco motivanti. I due cavallieri arrivano da Roma e dal Belgio. Uno dei primissimi approcci è stato proprio quello di individuare caratteristiche di quest’ultimo paese dove NON si parla proprio l’olandese ma il FIAMMINGO (La differenza sta nel pronunciare le parole in modo differente, quindi è un cazzo di olandese e bon, come l’italiano parlato da un piemontese). Hanno inventato i Waffles, quelle graticole di glutine e aspartame dove ci si spalma sopra burro-gelato-nutella-frutti rossi-marmellate-morte, e sinceramente, non sapevo fossero del Belgio, ero rimasta ai cavolini di Bruxelles. Discutiamo amabilmente in inglese per non far sentire il nostro amico LEANDER (che fa rima con OLEANDER, OLIVANDER ecc) di troppo, e per questo il nostro ragazzo disagiato di fiducia gli chiede “what do you think about DRUGS?” – Questo diverrà il tormentone dell’estate, e soprattutto, la carta jolly da schiacciare sul tavolo quando la conversazione con i nostri nuovi amici diventa un pelino noiosa e poco stimolante. Ritornando al magico momento della fatidica domanda, il nostro nuovo amico de Roma ci fa notare che Leander gioca nella seria A di pallavolo belga: e sti cazzi. pallavolo belga

La roba strana, o perlomeno differente dall’Italia, è che in Belgio sti ragazzi che giocano a livello agonistico mica vengono pagati o si fanno i soldoni. Il nostro caro amico Leander fa l’elettricista per impianti di allevamento di galline: so cute. E comunque, drugs o no, beve come un porco e gli piace solo sta cazzo di birra belga. Sappiate che in Europa del nord se bevete una birra da 5 gradi siete finocchi (Learn something in Sweden). Nonostante tutto, un giorno siamo andati al mare con questi amiconi e abbiam pensato, Leander sarà very fisicato. Questa pallavolo non fortifica poi così tanto, e insieme a quella nordica pelle bianca bruciata, il nostro amico ha abbinato una pancetta da indice di benessere ergo mi sono sentita in forma e ho nuotato felice come un cane. La sera siam usciti un paio di volte, le prime, visto il disastro monetario, sono stata sobrissima e quindi spesso non sapevo bene cosa dire. Allora è in questi casi che si dicono le cose a caso o si individuano caretteristiche e specialità tipiche del proprio paese, cosa più difficile da fare è provare a raccontare delle italian jokes ad uno straniero. Il mondo è vario come l’umorismo, e l’umorismo belga è qualcosa simile al far finta di capirsi e ridere e un uno spicchio di mandarino spruzzato in un occhio. Non so ancora bene che cosa abbia voluto dirci con quelle barzellette, forse era un messaggio criptato. Io e la mia compagna di merende abbiamo cercato di farlo sentire a casa traducendo con google translate delle barzellette tipiche : pierini vari, forze dell’ordine, uomini che entrano in un caffè. Ed è qui che ho scoperto che il fiammingo non esiste per google, e quindi oltre ad essere sgrammaticate come se non ci fosse più un domani, lui non ha capito una mazza. (http://translate.google.it/?hl=it&tab=wT#it/nl/Un%20uomo%20entra%20in%20un%20caff%C3%A8%2C%20splash) Una cosa l’ho capita però, se volete capirvi con uno straniero a colpi di barzellette, puntate su quelle naziste. Sono universali e variegate e ti mettono in sintonia con l’intero cosmo.

bestemmia

Durante la serata, mentre i due parlavano in fiammingo, oltre ad aver pensato ”che lingua romantica” mentre dicevo ”DAS AUTO” e “SIEG HEIL”, ci siamo chiesti come tutti gli stranieri: come si dicono le brutte parole? E non volevo, ma poi mi hanno preceduto, ero interessata alle bestemmie. Ok no, non mi ricordo come si bestemmia in fiammingo, però la traduzione dice ”molteplici cristi” dunque la popolazione belga infierisce su un numero inusitato di cristi. However, la bestemmia è libera in Belgio, meglio ancora, vien fatta in tivù e questo l’ho trovato paxxesco.

lussemburgo

Più paxxesco forse, è il dubbio che affligge tutti quanti quando un ragazzo belga vi chiede con quali stati confina il suo paese. E quando state per dire quello mancante, non dite oceano atlantico. Sappiate che io ho scambiato il Belgio con quel paese che nessuno ricorda, una specie di Molise dell’Europa.

gin

Ma siamo giovani e a questi giovani non piace la birra che beviamo noi, per questioni di tasca, e allora abbiamo cercato il compromesso e ci siamo permesse di comprare del gin e del bevande gassate e ci siamo presentate nell’appartamento del romano (pure suo, sti cazzi, e noi in affitto). Abbiamo constatato che Leander avesse fatto del ghiaccio usando il portauova del frigo e ci siamo scolati la bottiglia in poco tempo per cercare di far finta di divertirci. Ho sentito high and dry dei Radiohead 5 volte di fila e 3 volte creep, penso per il fatto che un giorno ho detto che li ho visti. Ma a me quelle due canzoni mi fanno schifo e stavo cercando di rimuoverle nella mia idea perfetta di Radiohead. Comunque, un vicino ci dice di abbassare la musica, e rimanendo seduti al tavolo della cucina intravedo la crema solare.

cremassChe è tutto molto equivoco quando due amici si comprano una crema che sottoscrive il fatto che ti renderà “LEGGERO E SETOSO” e questo per poco secondi mi ha divertito. Ed è qui perdo il mio accendino, e lo dico solo per farvi sapere che in fiammingo si dice BRICHE’. E questo ci ricorda un brick di tè e la pasta brisè. Ma non è importante.

brichèè

Usciamo da quel bunker bollente dopo aver usato il bagno e aver infelicemente scoperto l’assenza di carta igienica, ero pronta ad usare dei dischetti da strucco quando Leander trova un rotolo e salva the situation. Andiamo via, prendiamo i fondazzi e camminiamo per ore.

Da qui in poi non è divertente, ma serve per farvi capire il mio rammarico dinanzi a questo genere di situazioni. Andare al parco, ritrovarsi a fare discorsi articolati del tipo ”è così sconvolgente che io sia impegnata e che questo mi renda felice?” in contrapposizione a ”beh per staccare dai” e qui ho detto tutto. Ho fatto da palo per un aiuto umanitario nei confronti della mia compagna, che felicemente ha piantato una nuova bandierina nel mappamondo: fun with flags. Io ho cercato di non farmi assalire e gloriosamente sono tornata a casa alle sei e mezzo rifiutandomi di passare altri minuti in compagnia di un ragazzo che potrebbe essere mio fratello minore e che non si capacita del fatto che la gente può essere felice durante una relazione e non abbia bisogno (soprattutto) di un cucciolo di romano con le ghiandole endocrine in piena.

Questa è la storia di un’estate dove ho deciso di non aver bisogno di conoscere gente nuova e soprattutto, non date mai più indicazioni stradali.

Non sono di qui.

Dove sono?

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