Forte.

29 maggio 2014 § 1 Commento

Ha smesso di piovere per adesso. Che quando ti ho visto addormentato un po’ mi è venuto un magone, mentre tua madre in ascensore ci diceva di non farti prendere freddo e tu scivolavi via lungo le scale, per uscire a prendere una boccata d’aria. Stare lì tutti assieme è stato come essere appiccicati nella colla per le mosche. Nessuno lo aveva deciso. Non eravamo manco belli da vedere.  Qui a casa ognuno ha un dramma extra, a parte me. Io vi abbraccio un po’ tutti e non vi dico cose brutte. Mia madre dice che ha pregato, ma non è roba per me. La consolo al telefono e forse quando hai detto che sono forte era vero, perché oggi mi son tagliata pure un dito e ho perso un po’ di sangue. E poi mi chiedo se avere tutto sia avere molto o avere poco.
Se avere tutto è riuscire anche a gestirselo, io ho poco ma lo gestisco bene. Ed è molto.

Annunci

,

27 maggio 2014 § Lascia un commento

Sono tornata dall’inghilterra la scorsa settimana e ho portato dei tè e non so se potrò farteli provare. Dentro casa l’aria corre veloce lungo i corridoi e la tua stanza rimane chiusa, con uno strumento musicale appoggiato in una parete e delle casse scollegate. Avrei voluto comprarti un vinile di un album che ti piace molto ma non avevo più soldi. La poltrona è in veranda ma nessuno la sta usando. Ho pensato a quante energie ho impiegato con le persone sbagliate. Ho un tuo libro in camera e un hardisk pieno di album nuovi da farti sentire. Se mi concentro posso sentirti parlare nella mia testa. E’ come se a casa ci fosse un grosso buco, io provo a riempirlo di cose per non farlo vedere a nessuno, perché è davvero profondo. Tengo tutti per mano e indico quella pianta nuova che abbiamo in veranda, quella che attira le farfalle. Non ricordo nemmeno se l’hai vista, ho il terrore di dimenticare tutto. Ho perso persone, ho perso tempo nel tentativo di ritrovarle e ho perso l’orientamento mille volte. Ora che so perfettamente dove sono, non riesco a togliere i chiodi dai piedi che ho fissati su questo pavimento, senza miracoli da poter compiere e senza potere nelle poche parole che posso usare.

Mi vedo monocromo in mezzo ad un mucchio di persone, ed un medico, come me, forse non serve a molto adesso.

Scorrono in testa mille banalità perché di cose così non ne ho mai vissuto. Spero sempre per il meglio. Spero di poter condividere ancora del tempo con te. Spero di poterti ritrovare qui, e non in un grosso condominio di persone che vivono sdraiate su un letto.

Ora, che tutto è a posto e niente è in ordine.

Eureka.

11 maggio 2014 § 1 Commento

Potrebbe essere una lettera ma non ho nessuno in mente come destinatario, potrebbe essere un racconto ma diventerebbe troppo personale e i più presuntuosi comincerebbero a chiedersi ”chi sono io? perché son dipinto in modo a me estraneo?”, potrebbe essere una riflessione ma non so bene come potrebbe iniziare e terminare in un unico concetto omogeneo. Potrebbe essere, infine, una lamentela di quelle esistenziali, dove il mio Io è perennemente insoddisfatto con il disegno di dio e di quanto il mondo sia incomprensibile e comprensibile nello stesso istante in cui ci si guarda le mani al buio della propria cameretta, in un “eureka!” prevedibile e triste.

Oggi come ieri, ci sono cose che vanno e vengono e in un viaggio nel tempo continuo, nulla è mai uguale a quel momento in cui ci si è presentato per la prima volta. Oggi ti guardo come se fossi un alieno e magari tra 2 anni ci beviamo una tazza di tè guardando un film in slavo con i sottotitoli in tedesco. Magari sei il mio prossimo fallimento. Potresti essere un parente che non conosco. Un figlio con un ritardo mentale. Un possibile dittatore. Una persona che morirà in un campo di ortensie color carta da zucchero. Una persona che ora come me sta ascoltando The Guilty Party. Un bambino che piange perché ha fatto cadere il gelato sul marciapiede. Qualcuno che fa liste di casi umani in momenti topici della vita, come fa Ameliè in quella parentesi cinematografica sciocca e mortificante del genere umano.

E’ il solito “siamo soli”, è l’emancipatissimo “moriremo soli” e il flebile e rassegnato individualismo che ti coglie una domenica di maggio mentre fai di tutto per evitare un filosofo tedesco morto da solo tra le montagne. Non so che volatili ci siano a maggio, ma fuori da questa stanza se ne sentono parecchi, nonostante siano quasi le otto e venti di sera.

Oh tanto we can never undo all the stupid things we do.

Facce.

7 maggio 2014 § Lascia un commento

Ho sognato di scrivere quello che sto scrivendo, che mio padre ha avuto un altro infarto, ed è vero, che la gente vede pozzi quando ti guarda negli occhi e che mi chiami e mi chiedi consigli che è tutto un casino. La prossima settimana vorrei appendere una roba che ho fatto, c’è la tua faccia che si accende e si spegne come un grosso lampione ad intermittenza.

Tu invece la mattina sei lì, e questo è tutto.

 

Dio digli che stiamo tutti bene e che staremo così finché ne avremo l’esigenza,

amen.

 

Dove sono?

Stai visualizzando gli archivi per maggio, 2014 su .