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5 settembre 2014 § Lascia un commento

Ogni volta che passeggio per casa seguo un disegno intelligente che mi porta a pensare alle stesse cose. Mi rendo conto che arrivo sempre lì quando guardo la rampa di scala, è una cosa automatica e oi lì è tutta una discesa di pensieri che si edificano in un modo così articolato e complesso che mi perdo dopo poco. Ventinove giorni son passati non così velocemente mentre per tutto il tempo mi sono chiesta come sarebbe stato da qui ad un mese. Non riesco a fare a meno di pensare alle cose orribili. Oggi ho detto a voce alta che mi serviva il tuo aiuto e non ho capito se sei stato tu o sono solo io, come sempre. Oggi ti ho anche detto che mi manchi e ho sentito la stretta forte al cuore mentre lo dicevo a voce alta senza rendermene conto.
Mia madre va a lavoro e in borsa tiene una madonna piccola di legno.
Quella che le hai regalato tu, quella che avevi anche tu e che poi hanno detto che forse avevi scoperto la fede invece era solo sarcasmo. Non ti ho fatto manco la maglietta stupida degli Slayer. Non sono riuscita a farti sentire l’altro progetto di Aphex Twin. Ho un sacco di cose tue che ancora respirano così forte che le sento anche se mi giro e non c’è niente. Mi hai detto che sono forte ed io ti ho solo sorriso. Ci vuole pazienza, ci vuole lucidità. Non riesco a pensare che sei nel cielo ma non riesco manco a visualizzarti mentre fai qualcosa, se sei qui è perché ci sei stato.

E quando ti ho chiesto che cosa avresti fatto se ti avessi regalato un po’ del mio tempo, tu hai risposto che lo avresti passato con me.

Vorrei prendermi un caffè con te ogni giorno.

Ti voglio bene.

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