Nistagmo # 5

26 maggio 2012 § Lascia un commento

Santi lumi.

Mi spiace quando dici che

Ero morto?

Poi sorridi.

No no, ti pare.

Tergiversi e fai il mulinello con l’indice per indicare una dimensione temporale che si svolgerà più tardi, o forse mai più.

L’aspetto minuto conferma quella vocina infantile che faccio uscire male, come se qualcuno mi avesse iniettato acido citrico nella faringe.

Ti verso metà bottiglia di vodka addosso, poi incontro un vuoto di memoria sul fondo delle mie scarpe quando cerco

 

Una sola parola che non abbia un ricamo d’imbarazzo.

Allora mi rendo conto che sono ferma da 5 minuti davanti al bancone e tu sei già uscito fuori da un pò, qualcuno mette un disco, qualcuno muore, qualcuno torna a casa, qualcuno consuma un pasto, qualcuno dorme, qualcuno si ferma a guardare un’insegna luminosa che suggerisce una simpatica gag nella mia corteccia prefrontale,

 

e mi sveglio con la vista di un mobile color panna.

Jack Kerouac ascoltava i Fugees.

21 maggio 2012 § Lascia un commento

Se lo sapevo…

Se lo sapevo, cosa?

 

T’ho vista sfrecciare con la tua bicicletta rossa semoforo di notte, cantavi forte con un auricolare nell’orecchio. Ti stavo pensando in questi giorni, mi chiedevo che fine avessi fatto. Poi mi sono girata e sono caduta per la distrazione, hanno riso in due. Gli altri miagolavano, altri mi dicevano “la caviglia! la caviglia!”

 

Mi hai raccontato di aver fatto tardi l’altra notte, hai pasticciato un pò con l’alcool, hai parlato fino alle 7 del mattino con un amico e non hai dormito. Ho notato la tua tazza della colazione con ancora del caffèlatte dentro, mi hai detto che sei andata a provocarti il vomito.

 

Non si regalano le cose che pungono.

 

Non si regalano i peni dei gatti, ah no! Le piante grasse sì, giusto.

 

Piove molto, era ora, anzi no perchè quando piove così fa danno.

 

Una signora con espressione interrogativa pone il suo indice in verticale sulle labbra.

Una signora ha delle orecchie grandi.

Una signorina si è trasferita qui da Firenze e lo fa fa sapere a tutto il vagone.

Una signorina si cimenta in discussioni sulla vitalità della città dove studia, si destreggia dando pizzicotti sul suo iphone, in realtà ha la faccia marrongrigio e sembra molto triste.

La signorina di Firenze ora sorride un pò troppo.

Cinque cavalli fuori dal finestrino, o forse è il vetro sporco che mi segnala cose che non esistono.

21 maggio 2012 § Lascia un commento

Cosa dico quando non parlo # 3

20 maggio 2012 § Lascia un commento

Dicono che queste patatine non siano fritte. Il pacco è celeste e riprende la scala cromatica del salutismo.

Quando t’ho sognato ho pensato chissà come ti senti quando ti capiterà di pensarmi. Forse la mattina prenderai il caffè pensando a com’è fuori il tempo, se mi copro in caso piovesse.

 

Mezza bustina di zucchero di canna e sei un uomo migliore tutti i giorni.

17 maggio 2012 § Lascia un commento

Mi chiedo sempre, perchè parli così?

 

 

 

 

E non strisciare i piedi a terra, grazie.

A Carmelo Pipitone piace il mathcore

13 maggio 2012 § Lascia un commento

“Ma sa, vengo giù da milano ogni anno per la sagra delle cozze”

 

 

Agnus dei di nonno tuo.

5 maggio 2012 § Lascia un commento

Sta seduta sul divano, è partita subito oggi.

E’ stanca, si tocca i capelli, si gira a sinistra con il capo e dice “che cosa hai detto?”.

Niente.

C’era quel bambino con la pancia bucata, perde sangue, gli hanno comprato gli attrezzi che ha a casa, fanno tremila euro. Servivano delle maniglie nuove per camminare appoggiandosi alle pareti. E’ anni così, perde il sangue dalla pancia e non può mangiare le lasagne della nonna.

L’ultima volta che ha mangiato le lasagne della nonna erano ad una festa comandata con la famiglia.

Il nonno stava preparandosi la carne per lo spiedo,

che pensava ”domani si vota, non devo farmi fregare”,

poi passo di lì per sua sfortuna e il nonno infilzò il suo ventre scambiandolo per un agnello.

AGNUS DEI.

La mamma pensò che quella maglietta bianca proprio non ci voleva, il papà non poteva più parlare perchè doveva fumare solo le sigarette senza filtro una dietro l’altra. La nonna era dispiaciuta, e ritirò il piatto non finito di lasagne dicendo “miserere nobis”.

Tutti mangiarano l’agnus dei.

E da quel giorno si svegliò morto la mattina.

Dove sono?

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