Krank.

27 febbraio 2016 § Lascia un commento

La mattina mi sveglio sempre prestissimo. Oggi che è sabato, mi sono alzata alle sette e mezzo. Non dovevo fare niente, perché è sabato, e il sabato mattina non devo andare alla Sprachschule. La mattina si va alla Sprachschule e dopo si va a lavorare. L’altro giorno a lavoro c’erano quelli della Bayer che “per adesso basta aprire bottiglie di vino costoso, danke sehr”. Oggi mi sono svegliata presto e ho fatto tutti i compiti. Ho finito le aspirine e ho l’influenza. Penso di aver esagerato con il caldo al concerto dei Foals. Adventure Time in tedesco è bellissimo.

 

 

Heute Abend stehe ich hier in Haus. Ich möchte Eis und Krautertee.

Mare

22 gennaio 2016 § Lascia un commento

Ho sognato il mare. Non sogno quasi mai dei posti così. Quando ho provato a raccontare il sogno non sono riuscita a spiegarmi. Non riuscivo a spiegare quel tono di grigio-blu che si crea nelle insenature in lontananza, quando si uniscono all’orizzonte e formano quel colore, che mi fa pensare alle distanze tra le cose. Lo percepisco uguale da sempre, è rimasto invariato.

Sono mesi che non riesco a vedere qualcosa all’orizzonte e non si tratta di metafore.

E’ tutto bianco e ci sono – 8 gradi.

Hitler

28 dicembre 2015 § Lascia un commento

Sono a Wilmersdorf e cammino dentro le piccole aiuole che costeggiano la grande Bundensalle. L’erba è sempre umida e ci sono sempre i giochi di legno per i bambini. La zona è una delle più silenziose, sono ad ovest dove tutti sono molto ordinati. Quando vado a lavoro sento qualcuno suonare, c’è la facoltà di musica dell’università delle arti. In questo periodo nell’aria, nelle zone più trafficate, si sente un misto di cannella e vino. Invece allo Zoo si avverte dai primi scalini della ubahn, l’odore pungente del fritto nei chioschi cinesi. Io corro sempre per non perdere tutti i treni. Quando prendo l’ultimo, ho il tempo di riprendere fiato perché il viaggio dura 15 minuti. Ed è strano, quando passo ad Hauptbahnof e vedo quei cartelli. Sono state le prime cose che ho visto a Berlino, appena scesa dal treno, ed ora le vedo ogni giorno.

Quando entro nei locali, che sono sempre dei grossi posacenere al buio con della birra che costa poco, mi guardo attorno e mi siedo. Qualcuno si avvicina sempre, qualcuno vorrà sempre raccontarti qualcosa: come quella volta che ho visto un tizio ballare come Mark Renton, girando per il locale con un’enorme busta ikea. Si è seduto affianco e mi ha detto di essere il direttore di un’azienda che si occupa di stampe in 3D. Oppure il ragazzo di Amburgo che ha voluto mostrarmi a tutti i costi le foto del suo dito mozzato e successivamente riattaccato.

Ogni giorno penso a quante volte sarà passato Hitler davanti a dove lavoro, o dove abito, o dove aspetto il tram.

Geheimgangsverlockung

26 novembre 2015 § Lascia un commento

Oggi ho visto una donna piangere in Richard Wagner Straße. Una vigilava dei mobili in un lato della strada. Un’altra mangiava una mela e non si rendeva conto che le cuffie non erano inserite bene nel suo telefono e tutto il vagone sentiva quel che per lei invece era segreto.
(Tutto questo non ha niente a che fare con la giornata contro la violenza sulle donne)

Herbstlaubtrittvergnügen

26 novembre 2015 § Lascia un commento

In questa casa ci vive un ragazzo che ama i videogames, io mi sento una presenza di troppo. Sembro dentro Ferro 3 perché sto abitando in una casa piena di cose altrui. Ogni giorno trovo cose nuove: film porno, adesivi, gettoni, soldi, candele. 

Il ragazzo che abita qui non credo abbia intenzione di continuare a vivere qui. E non in questa casa, non in questo quartiere, non in questa città, non in questo angolo del mondo. Dice di aver paura di un altro inverno qui, e lo dice con la faccia di uno che la paura non riesce proprio a levarsela di dosso. 

Io non ho paura però mi fa senso questo non vedere mai l’inizio e la fine di un posto. Quando prendo i mezzi e vado dappertutto, quando corro per non perdere la u8 per Wittenau. E poi finisco in questo quartiere lunghissimo, pieno di foglie, di turchi, di asili e non vedo molto. Ma sento tutte quelle foglie. Sempre. 

Ha nevicato così forte che sembrava finto. 

Ovest ed est sono proprio come nei libri, e dentro un cassetto ho trovato una confezione di targin dopo averti sognato e dopo aver dimenticato il tuo messaggio (che sarà stato profetico). 

Quella parola vuol dire quando si calpestano tante foglie.

611

6 novembre 2015 § Lascia un commento

Siamo qui da tre settimane sembrano secoli. Abitiamo in una zona che si chiama Strada Oslo dove ci sono un sacco di turchi che hanno paura dei cani. Andando un po’ più in là ci sono un sacco di negozi arabi, anche nelle cornici in vendita ci sono gli arabi. Non pensavo si potesse scivolare sulle foglie, perché qui cadono così tante foglie che non è più possibile vedere i marciapiedi. Vivo in una piccola casa di un’altra persona, ha una postazione da gamer con i led verde fluo. Qui a Berlino si sta sempre al buio nei bar e ci sono le persone che ti salutano per strada. Il tempo è buono e ancora non ho ben capito cosa sia il Chai Latte.

2 settembre 2015 § Lascia un commento

Tra meno di trenta giorni mi laureo e vorrei farmi esplodere in aula magna.