A Natale si torna sempre dai parenti e questi in 3 anni non si ricordano mai cose come:”non mangio carne”.

25 dicembre 2013 § Lascia un commento

Sto pensando a cose grandi come il mondo mentre mia nonna quasi mi da fuoco spostando la brace nel caminetto. Mi chiede delle cose ed io rispondo senza sapere bene cosa dire, sul tavolo ci sono le medicine degli anziani e quando va a letto mi dice di rimettergli rai1 perché lei non sa ritornarci. Alla fine me lo mangio questo mandarancio e mi sento in colpa quando avverto quell’odore di clero che emana. Guardiamo il programma dei pacchi e lei alza il volume in modo sproporzionato quando parte l’RVM dei fidanzati che dicono ‘ti amo’ alle concorrenti che stanno vivendo un momento di difficoltà, tra il pacco del cotechino e quello di 250.000 €. Mangiamo la minestrina perché a pranzo abbiamo mangiato molto, e mi viene da piangere quando mio nonno genera sinfonie che manco i Throbbing Gristle ti fanno sentire così a disagio nel mondo. Sono qui con un martello in mano e non voglio emulare scene di cinema d’impatto, ma semplicemente indugio tra le noci e le nocciole, mentre mia madre elenca i benefici delle mandorle e mia nonna mi circonda di riviste scandalistiche, invitadomi a galvanizzarmi alla lettura o alla vista di ex calciatori che scrivono lettere sconclusionate alle loro belle. Sono qui e voi siete lì e vi penso su una zattera della medusa mentre bevete piscio per avvicinarvi ad uno spiraglio di sopravvivenza, per poi imbattervi in un futuro già scritto ed evidente. Penso a cose grandi come il mondo, tipo Donato Mitola e la vista di questo braciere dove vorrei appoggiare i piedi come se fossi Jucas Casella. Vi vedo e la vostra felicità non supererà mai quella di Luca Sardella e Janira, sono sopraffatta dalla ragione e trovo che la mia soluzione di questi giorni, fino alla fine di questa settimana, sia vendere cardi in tangenziale, con una punto bianca del ’98 con il cofano aperto, ascoltando i Gorilla Biscuits mentre gioco con l’accendisigari.

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Wislawa.

24 dicembre 2013 § Lascia un commento

“Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se dò la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.”

23 dicembre 2013 § Lascia un commento

Il mio rimpianto della settimana è che ieri mi hai portato dei gelati della mia gelateria preferita ed io avevo il telefono spento perché mangiavo biscotti con una compagna di merende, mentre stavi sotto casa mia a pensarmi addormentata, in realtà ero sveglissima, e quel muffin che mi hai portato oggi era troppo buono ed io troppo imbarazzata per dirti grazie con quella faccia da scema che mi ritrovo, mentre mi racconti cose buffe ed io mi sporco tantissimo le mani di cioccolata. Sei venuto a dirmi ciao e buon natale perché sabato sono andata via addormentandomi in strada.

Hai azzeccato pure i gusti dei gelati.

21 dicembre 2013 § Lascia un commento

Ho bevuto, ho pianto, ho mangiato patatine, mi sono tagliata una mano e mi hai medicata.

Ci siamo addormentate abbracciate promettendoci belle persone.

 

 

19 dicembre 2013 § Lascia un commento

Stella, Stella, Oh Stella.

16 dicembre 2013 § Lascia un commento

Ci feriamo continuamente. Passiamo la vita a metterci vestiti nuovi e a coprire i veri motivi delle nostre azioni. Ci incontriamo a cuor leggero, beviamo vino rosé, e poi ci causiamo dolore a vicenda. E sì che non vorremmo mica! Quello che vorremmo, quello che uno vorrebbe davvero, è stendere le mani – come in una danza, in trance, stendere le mani e basta – e toccare tutte le persone e dirgli: Mi dispiace. Ti voglio bene. Grazie per avermi scritto. Grazie per essermi venuto a trovare. Grazie. Ti voglio bene. Ma non possiamo. Non possiamo. Sulla piccola scialuppa di salvataggio di Mark c’entrava solo un’altra persona. Una sola! E così, frustrati, infliggiamo dolore. È questo che facciamo. Non è che ci teniamo compagnia. Non è che ci scambiamo messaggini teneri. O meglio, quando facciamo certe cose, le facciamo solo per rimandare il momento in cui spingeremo via quella persona e continueremo a remare sulla nostra minuscola scialuppa, da soli.

Somiglianze.

15 dicembre 2013 § Lascia un commento

Ora mi sento come la parte finale di Mote dei Sonic Youth.

 

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