Alla ricerca della concretezza; “dialoghi tra due metà” – pt.2

29 novembre 2010 § Lascia un commento

X : “Hai presente quando pensi talmente intensamente a qualcosa che ti sembra di poterla avere, anzi, ne sei pienamente convinto?”.

Y : ” Credo in tutto ciò che penso.”

X : ” Penso spesso alla mia vita; non desidero il mondo in mano, ma un mondo percorribile con qualcuno, una condivisione. Una libertà, come se fossi sempre sul punto di scappare, senza avere paura. Credendoci sul serio. Tu saresti disposto ad intraprendere un viaggio?”

Y: ” La vita è un viaggio, la ruota gira, appena arriva il proprio turno ci si lancia. Siamo giovani, e poi sì, ci crediamo. Si vorrei fare un viaggio. Vorrei lasciar perdere le convenzioni sociali, rincorrere le sensazioni, farle mie, e diventare come loro. Semplici, senza tanti gingilli.. Uniche.”

X: ” La scontatezza in questo palco non ha nessuna parte, io, tu, siamo i protagonisti di una storia di cui sappiamo una trama dettagliata, e la convinzione del finale.. Abbiamo abilmente accarezzato gli intrecci, sappiamo cosa fare. Aspettiamo il finale. L’unico finale. Dove le parti si ritrovano, un sorriso, un abbraccio, pochi gesti e un lieve arrossire sul mio viso. Silenziosi.”

Y: ” Vorrei poterti vedere arrossire. ”

X: ” Ma sono sempre stata qui, non mi vedi? “

Alla ricerca della concretezza; “dialoghi tra due metà” – pt.1

29 novembre 2010 § Lascia un commento

Sentir parlare di qualcosa è solo mediazione tra noi e il soggetto. L’uomo è abituato trovarsi una raffica di immagini davanti agli occhi, senza distinzione spesso, senza notarne le peculiarità, evitando anche le piu’ semplici attenzioni per poi archiviare nella mente senza didascalie. Ho sempre pensato alla condizione dei ciechi, ho provato a toccare qualcosa, un oggetto qualsiasi: un libro, una penna, i miei abiti. Prima ad occhi aperti, avendo modo di lavorare piu’ velocemente in dati.. La vista è sicurezza.

Poi ho provato ad occhi chiusi, avendo una mappa di ciò che ricordavo tramite i dati, ma nel tentativo di conoscere senza la vista ho creato un meccanismo più complesso ma più vario. Meno veloce, piu’ intuitivo e sensibile. Ho scoperto piu’ dati, la conoscenza visiva ha preso forma nella mia testa, è animata, la conosco;

L’ho fatta mia.

Non mi basta, ed eccomi qua nel processo del mio sentimento. Vista e sensazioni.

E infine: la conferma.

Questo è amore.

Dove sono?

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